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Montecalvo

Montecalvo

Ponte Santo Spirito*

Dopo la Masseria Bellavista i terreni agricoli non rivelano più tracce della via Traiana, la quale, entrata nel XVIII miglio, inizia a dirigersi verso la vallata di S. Spirito. Lungo il sentiero sono ancora visibili alcuni blocchi di selciato in situ ed un grosso blocco di opus quadratum, probabilmente parte della zoccolatura del Ponte Santo Spirito, che poco più avanti, scavalca il torrente della Ginestra. Il letto del torrente è ampio e richiese la realizzazione di una imponente struttura di cui oggi rimane soltanto un pilone, sulla sponda sinistra del fiume. Nel 1970, nei pressi del ponte, si rinvenne un’iscrizione relativa ai danni subiti dalla via Traiana a causa dell’irruenza delle acque del fiume, con la conseguente necessità di ricostruire questo tratto viario da parte degli ingegneri dell’Imperatore Traiano. Apparentemente nulla si conserva della struttura occidentale del ponte; rimane invece ben evidente l’unico pilone le cui dimensioni e caratteristiche costruttive sono paragonabili con quelle del Ponte delle Chainche di Buonalbergo. L’orientamento del ponte è Est-Ovest ma è possibile che presentasse una curvatura verso nord-est.

Flora

Sulle rive del fiume, tra le erbe ormai secche, in estate due specie producono frutti spinosi, che si attaccano tenacemente agli abiti. Dallo studio delle modalità secondo cui questi frutti si attaccano ai tessuti è nata la tecnica della chiusura a strappo con la creazione del velcro.

Territorio di Montecalvo Irpino****

Il tracciato della Francigena è distante dal centro abitato di Montecalvo Irpino, ma questo non toglie che il centro urbano sia stato fortemente influenzato da questo percorso nel corso della sua storia. Il suo sviluppo in epoca medievale, infatti, sotto la dominazione normanna, è certamente stato determinato sia dal passaggio della strada che da Benevento conduceva in Puglia, seguendo il tracciato della via Traiana fino a Troia (FG); sia dal tracciato del Tratturo, che in periodo romano era, in questa area coincidente con la via Herculea, e che permetteva il collegamento tra la Via Traiana e la Via Appia, quest’ultima fondamentale per le prime famiglie normanne del sud Italia, per il controllo della Lucania e la città di Melfi.

Castello – Palazzo ducale Pignatelli****

Sono poche le tracce, costituite da alcuni muri e dalla parte più bassa della torre circolare (don jon) del castello medievale di Montecalvo. Su questa originaria struttura, presumibilmente edificata in epoca normanna, si sviluppò il palazzo ducale, le cui strutture si estendono sull’area originariamente occupata dall’intero castello. Oggi questo si presenta completamente ristrutturato ed adibito a funzioni museali, mostre temporanee e sale conferenza.

Chiesa S. Maria Assunta****

La Chiesa di Santa Maria Assunta, nella sua forma attuale, fu completata nel 1428, durante il governo di Francesco Sforza, duca di Milano. Nel corso dei secoli, donazioni ed interventi da parte dei feudatari che si sono succeduti a Montecalvo, l’hanno sempre di più arricchita. Di particolare pregio architettonico è la Cappella Carafa, completata nel 1556. Oggi questa cappella ospita la statua lignea della Madonna dell’Abbondanza, statua di proprietà della famiglia di San Pompilio Mario Pirrotti e ritrovata casualmente, pochi anni orsono, durante i lavori di ristrutturazione della casa di famiglia, dimenticata in uno scantinato.

Ospedale di Santa Caterina.****

Certamente connessa alla via Francigena medievale è la costruzione dell’Ospedale di Santa Caterina. Il complesso, già funzionante nel 1200, fu secondo tradizione, costruito dai crociati montecalvesi di ritorno dalla Terra Santa. La costruzione è addossata alla cinta muraria. Questa struttura di assistenza, con alterne vicende, ha proseguito la sua funzione fino alle soglie del 1800.

****tratto da prof. Giovanni Bosco Maria Cavalletti

Bolle della Malvizza***

I Sanniti prime e poi i romani e gli altri popoli che si sono succeduti su questi territori, consideravano la Malvizza terra popolata da poteri e spiriti misteriosi con i quali era conveniente ed opportuno instaurare buone relazioni. Sintesi tra religione e magia era Mefite, personificazione della mefite, cioè del cattivo odore che usciva dalle “mofete”. La presenza, nel sito della Malvizza di Montecalvo lrpino di una “Mofeta”, con la fuoriuscita dal sottosuolo di liquami accompagnati da gas, e di una iscrizione votiva riportata dal Vitale, e oggi purtroppo andata perduta, sono la chiara testimonianza della presenza anche nella Valle del Miscano di un Santuario dedicato a Mefite dea degli inferi.

“In una cappella semidiruta, denominata Cappella di San Vito accanto alla strada che da Ariano conduce a Montecalvo e ne divide in questa parte il territorio, vedesi fabbricata una lapide con l’iscrizione seguente: (T.Vitale)

P ACCIA. Q. F. QUINTILLA meFITI. VOT … S. OLV

In realtà le “Bolle della Malvizza”, sono dei piccoli crateri nel fango dal quale fuoriesce anidride carbonica (quindi inodore) che nella fuoriuscita fa “ribollire” l’acqua della falda superficiale e che scorre lungo i versanti di questi piccoli vulcanelli, come lava fredda. Questo ambiente “lunare”, caratterizzato da strani fenomeni geologici hanno esaltato la fantasia degli antichi che ritennero la località sede di numerosi spiriti, sia benevoli che malevoli. I Romani ritennero questo luogo come uno degli ingressi degli Inferi, dando vita a numerose leggende, che si sono perpetrate per tutto il medioevo e fino ai nostri giorni.

Rapaci**

Il gruppo di uccelli che interessa quest’area sono i rapaci diurni. Tra questi la poiana, che originariamente era solo di passaggio in questi territori, in quanto migratore, da alcuni anni è divenuta stanziale. In estate i punti più alti del territorio, soprattutto in occasione della mietitura e dell’aratura, sono caratterizzati da questi uccelli maestosi che volteggiano nel cielo emettendo il loro caratteristico “grido” che ricorda un lamento profondo e penetrante. E’ frequente poterne osservare sui pali o sulle balle di fieno, in attesa di spiccare il volo e lanciarsi sulle prede. I gheppi ed i grillai sono numerosissimi e si appollaiano sui fili della corrente, in diversi esemplari. E’ possibile anche osservarli quando si fermano in volo battendo le ali con movimenti circolari.

I rapaci presenti ed osservabili sono:

  • Poiana
  • Nibbio
  • Gheppio
  • Grillaio

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